ATTENZIONE! QUESTA PAGINA E' STATA CREATA ATTRAVERSO LA SEMPLICE ESPOSIZIONE DEI FATTI REALMENTE ACCADUTI, TRA LA GEST.LIB.RE SNC E LA BANCA POPOLARE DI CROTONE

Qualcuno dice che i Meridionali chiedono commiserazione. Non è vero! Noi combattiamo ogni giorno a denti stretti contro l'arroganza, l'ignoranza e la malvagità di pochi.

Premessa

La Banca Popolare di Crotone è pronta a sostenere lo sviluppo della regione, con iniziative che si integrano e potenziano gli incentivi pubblici e con la promozione di strumenti di finanza innovativa.
Solo così la storia della Banca potrà continuare a parlare di identità regionale e radicamento territoriale.
(estrapolato dal sito ufficiale della Banca Popolare di Crotone)

La Gest.Lib.Re snc ed in particolare Lucio Librandi, amministratore della stessa, è una società calabrese che si occupa d'incoming in Calabria da dodici anni, facendo promozione della regione in Rep Ceca, Slovacca, Ungheria, Olanda, Regno Unito e Russia.
Ciò significa che contribuisce realmente all'incremento economico della Regione portando turisti , quindi denaro.
( leggi il Curriculum Actionum)

I fatti

Il 29 giugno 06 vengo a conoscenza, da parte del direttore dell’istituto di credito con cui operavo ed opero tutt’oggi, di una mia iscrizione al  CAI. Nell’immediato, la notizia non mi sconvolse più di tanto ritenendolo un banale errore della banca con cui operavo precedentemente, ma mi mossi subito in quanto questa iscrizione pregiudicava una concessione di fido bancario di vitale importanza per la mia azienda, pertanto immediatamente, dopo un consulto con alcuni legali esperti nel settore, il giorno seguente consegnai personalmente presso la sede di prima competenza, la raccomandata a mano ( clicca per leggerla).

Il 4 luglio, ricevo per raccomandata una risposta dove, oltre al contenuto inaspettato, mi colpivano due cose ancora più inquietanti ossia l’illeggibilità della firma che poteva anche andar bene se supportata dal nome e cognome del firmatario, e, soprattutto dai toni della conclusione “ Vi invitiamo a non paventare l’instaurazione di ingiustificate ed illegittime azioni giudiziarie nei nostri confronti”
( leggi lettera).

Tutti i tentativi di dialogo sono falliti, l'ultima rispota brusca ricevuta telefonicamente fu che l'ultima loro risposta era quella riportata nella raccomandata inviatami.

La storia dell'assegno
A ricevimento di regolare fattura da parte di una struttura ricettiva emettevo un regolare assegno in data 30 ottobre 05 della BPC, pregando tuttavia la struttura di non versarlo immediatamente in quanto dovevo fare altri acquisti urgenti. Questo assegno, giacente in cassaforte dal 30 ottobre 05, per un errore di una segretaria è stato presentato all'incasso a fine giugno 06, circostanza dichiarata tramite fax alla BPC dal beneficiario il 18 luglio.( vedi fax ).

Il perchè della chiusura del conto
L' attività di tour operator specializzato per le vacanze mare, alterna nel corso dell'anno un periodo buona liquidità ad un periodo non altrettanto felice, nel mio caso, proprio perchè la società è giovane ed in fase di assestamento, prevedendo il periodo di magra nel mese di novembre chiesi un fido nel mese di marzo del 2005 portando la documentazione necessaria, ma a novembre la mia richiesta non era stata proprio considerata, oltretutto, nonostante i rapporti amicali, il direttore si rifiutava di anticiparmi parte del credito che aveva deliberato la Regione Calabria per un progetto già svolto e rendicontato. Per questo motivo aprii un conto corrente in un altro istituto con il quale lavoro attualmente che mi accreditò l'anticipo, sul contributo regionale in soli 3 giorni, da premettere che non conoscevo nessuno in questa banca! Naturalmente a febbraio 2006 chiusi il conto presso la BPC e canalizzai tutto presso la nuova banca, tranne i bonifici degli ungheresi che prenotavano dal catalogo dove erano state già stampate le coordinate della BPC, dichiarando nel modulo prestampato che non ero in possesso di assegni, pura verità, infatti l'assegno in questione non era in mie mani.

Brevi riflessioni su quanto esposto finora
1)
non era più semplice chiamarmi e farmi pagare l'assegno per sportello? L'obiezione spontanea sarebbe: ma il conto era chiuso.
2) ma se un conto è chiuso come è possibile che arrivino dei bonifici esteri e vengano pagati regolarmente allo sportello?
3)
se ho dichiarato di non avere assegni in circolazione devo essere denunciato per falso, non iscritto al CAI
4) ma è anche verosimile che ci sia stata cattiveria per punirmi poichè avevo chiuso un conto proprio quando la società cresceva economicamente ed arrivavano bonifici da un mercato nuovo; perchè se un mercato nuovo, l'ungherese, portava tanti bonifici nel mese di marzo quanto poteva essere cresciuto e consolidato il mercato Ceco e Slovacco nei quali si lavorava da due anni?

La continuazione e la sentenza del tribunale

Vista l'inutilità delle azioni intraprese ho chiesto un provvedimento d'urgenza (ex art.700 c.p.c.) ed il giudice in data 03/10/06 ordina alla BPC la sospensione della iscrizione al CAI (vedi). C'è da dire che la Banca Popolare di Crotone S.P.A. non si è costituita in giudizio nonostante la regolare notifica avvenuta in data 07/08/06.

Vista la sentenza la BPC ha ritenuto opportuno fare una opposizione sostenuta da una sentenza della Suprema Corte del 5/2/1997, ma tale documento fa sentenziare al giudice del secondo grado lo stesso giudizio formulato dal suo predecessore come dimostra la sentenza emessa il 14 febbraio 2007. (vedi)

L'iscrizione al Cai è avvenuta a giugno, e, benchè ho avuto la cancellazione alla fine di ottobre la mia azienda non ha potuto avere accessi al credito proprio nel momento in cui ne aveva più bisogno per eseguire la programmazione per la stagione 2007.  E’ doveroso quindi parlare sommariamente dei progetti. Generalmente considero stupido elogiarsi,  ma penso che in questo caso sia utile per capire l’ambizione dei miei programmi.
La programmazione del 2007, per la mia azienda, era cominciata all’inizio del 2006, con un business plan che prevedeva l’acquisto del 51% di due piccole società , con licenza di agenzia di viaggio, situate una a Praga e l’altra a Bratislava, inoltre era programmata la creazione di una società in Ungheria tra la Gest.Lib.Re snc ed un partner ungherese al 10%. Queste società avrebbero sviluppato tra loro una rete di servizi di promozione e commercializzazione dei propri territori. In virtù di ciò avevo già pronti dei progetti "ad hoc" da presentare alla Comunità Europea per usufruire dei finanziamenti previsti dai POR. La traduzione del progetto e l’incarico di seguirlo in Rep.Ceca ed in Slovacchia era stato discusso  con  i responsabili dell’ANTARES CONSULTING s.r.o.  (Čermákova 7, 120 00 Praha 2 - Czech Republic - www.antaresconsulting.cz ) mentre per l’Ungheria avrebbe ricoperto lo stesso incarico Boglar Szervatiusz . Per l’attuazione del piano avevo due consensi importanti ossia quello del dott. Gaetano Manzo, responsabile dell’ENIT (area Austria, Germania, Polonia,  Rep Ceca, Slovacchia, Ungheria ecc.) e quello del dott. Giuseppe Gerone , responsabile delle piccole e medie imprese del Banco di Napoli, il quale, esaminando il progetto ed il rating della mia azienda mi aveva prospettato la possibilità di avere un fido di € 40.000,00. E’ da considerare che l’acquisizione delle società estere sarebbe avvenuta non solo con denaro, ma anche con la cessione di quote della Gest.Lib.Re snc,  e, se ci fosse stato bisogno di altra liquidità l’avrei reperita dagli albergatori calabresi vendendo gli spazi sui cataloghi o servizi di commercializzazione extra. In quel periodo avevo anche accesso al altre forme di finanziamento, nel mese di maggio avevo acquistato un automobile con un finanziamento dell’istituto Sandander, e qualche mese prima avevo avallato un prestito personale di 10.000,00 euro alla mia socia con la Compass. Si consideri che fino al giugno del 2006 ero un professionista stimato per la difficile “mission” che mi ero proposto di portare avanti, tanto che l’Ambasciatore italiano a Praga dott. Radicati, ed il Dott. Manzo  responsabile dell’Enit erano intervenuti dal tavolo dei relatori,  in occasione dell’esposizione del mio primo programma, nell’auditorio dell’Istituto di Cultura Italiana a Praga alla presenza di circa 140 interessati al turismo in Calabria.

Ritorniamo al 14 febbraio 2007, dopo la sentenza richiedevo, come  ovvio, un risarcimento dei danni subiti, ma speravo soprattutto in una rapida conclusione della vicenda con un accordo diretto, come si è capito dall’inizio della vicenda non era e non è nei miei principi, speculare sull’errore commesso dalla BPC prova ne sia il fatto che nella mia prima lettera chiedevo solo la cancellazione immediata in modo da poter continuare il mio cammino linearmente come era stato programmato ed attuato fino a quel momento. E’ triste ricordare come sono entrato da novembre 2006, ossia alla fine della stagione estiva, in una spirale di debiti ed interessi alternando momenti di speranza per una rapida conclusione a momenti di depressione combattuta con psicofarmaci ( le certificazioni sono allegate agli atti della causa), certamente la stagione estiva del 2007 portava liquidità in modo da coprire vecchi debiti e chiaramente creandone altri.

Non ho alcun dubbio che la causa determini il giusto risarcimento economico per l’azienda, ma la distruzione e la devastazione interiore personale quanto vale? C’è un prezzo per ridare una vita felice o almeno serena ad una persona? Non penso, avevo il mio lavoro e le mie gratificazioni, non volevo perderle, non avevo chiesto altro che una cancellazione per un errore non mio. La causa, essendo civile, durerà almeno altri due anni, non è prevista una "provvisionale "; in caso di fallimento della società in questo periodo cosa rimarrà ai miei figli?

Potete inviare un commento per la vostra solidarietà direttamente all'indirizzo del gruppo bpergroup@bper.it

per conoscenza alla BPC infobpc@bpcbank.it ed a librandi@librandi.info

 

 

n

n

n

n

n

n

n

n